Mostre

Patrizio Beccaria

Data della mostra: dal 04/01/2011 al 30/01/2011

Nato a Roma nel 1941.

Presentato da: Katia Princi Menniti, Livio Garbuglia, Stefania Maccelli, Paolo Levi.

Ha esposto a: Roma, Saloni del Ciacs (Centro Italiano di Arte, Cultura e Spettacolo); Roma, Galleria d'Arte Ludovisi; Roma, Galleria d'Arte l'Agostiniana; San Josè, Costa Rica, Museo di Arte Contemporanea Italiana in America; Livorno, Rotonda d'Ardenza; Reggio Emilia, Immagina-Fiera Arte; Mahe, Seychelles; Venezia, 52esima Biennale d'Arte, Costa Rica.

"Se riflettiamo sulle poetiche di Ottocento e di Novecento tutto sembra chiaro, nitido e definitivo. Tutt'altra tipologia di messaggio, invece, proviene dall'arte di questo inizio secolo, riflesso di estetismi criptici o di inquietanti certezze, svolte da tecniche avveniristiche che fruiscono di nuove tecnologie, come la video art o le fotografia in digitale seriale. I pittori di tradizione, sopravvissuti a questi fenomeni o mode, paiono sempre più isolati e solitari, incompresi. Al contrario, il pittore Patrizio Beccaria, di tendenza rigorosamente figurativa non ha fortunatamente angosce esistenziali rispetto all'arte contemporanea. Ha certo, alle sue spalle, la storia dell'arte moderna con tutte le sue vicessitudini e le sue contraddizioni. Ma la sua  tendenza è di volare alto, di non essere un epigone. Tiene conto del passato in un  modo del tutto personale, in un disegno poetico dove ci dono grandi momenti inediti, di armoniosa poesia, grazie a un filtrare la storia dell'artein chiave inconscia, non ingenua.Una chiave che conduce la sua anima verso la scrittura invisibile che ha caratterizzato i passaggi di non ritorno dal Romanticismo all'Impressionismo, da Cèzanne al Cubismo, dal sogno Surrealista all'Espressionismo. Certo conosco composizioni di Patrizio Beccaria che trasmettono non piche nostalgie nei confronti del passato, e che tendono al realismo esistenziale. Ma egli è un insofferente: sa che indagando bene si scopre l'arcano; conosce la magia del rapporto sogno-colore; avverte entro di sè vibrazioni sempre nuove, che nascono quando inizia a disegnare sulla tela intonsa. A questo punto si apre il dialogo tra l'artista e la poesia della sua anima, mentre prende corpo il suo rapporto intenso con il colore. Questa sua pittura tonale  e variegata pare un gioco riflesso di vetrate; soprattutto rivela l'autenticità di un artista sensibile e ricco di virtù tecniche. Questo cromatismo incendiario, dove spiccano il rosso e il giallo o il verde e l'azzurro, ha qualcosa di squillante e, nelllo stesso tempo, di ludico.

Paolo Levi

La filosofia di Beccaria risponde al "risveglio cosciente" dell'uomo del Duemila. Con Beccaria si entra nell'attualità consapevole, all'avvio di un avvenimento che non può non suscitare il risvegliarsi di un senso nuovo dell'universale e dell'universalità. Egli tenta percorsi "sentiti", nella direzione, di un discorso artistico che esplori la condizione umana e le sue chances ... L'arte non deve affatto "distrarci", ma anzi concentrarci; non devefarci dimenticare una vita senza senso e stordirci con una consolazione apparente, ma, al contrario, deve concorre a dare alla nostra vita un significato sempre più alto e pieno. Se osserviamo le opere di Beccaria, non viene un senso di curiosità, ma un'umanità da amare, un'umanità a noi comprensibile e vicina. La soluzione del mondo, è universale, la sua coscienza scaturisce da un perenne sentimento dell'eguaglianza essenziale di ogni uomo.

Livio Garbuglia

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